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Le chiese di Arasule'
I tonaresi sono sottoposti alla giurisdizione
dell'arcivescovo di Oristano, e sono curati nelle cose dell'anima da un rettore
assistito da tre preti, che in altro tempo giunsero sino a sette.
La chiesa parrocchiale ha per titolare e patrono
l'Arcangelo San. Gabriele , chiesa non ben capace se poi intervenissero molti
anche dai tre rioni inferiori, poco adorna, e poveramente provveduta.
Entro l'abitato
sono altre quattro chiese, due nel rione
di Arasulè, una intitolata dalla Santa
Croce, attualmente Santa Maria che
è oratorio della confraternita dello stesso nome, costruita intorno al XVI sec.
ove tengonsi i sacramenti del viatico e
dell'olio santo per comodo del clero e del popolo componente quel rione.
L'altra dedicata a Sant' Antonio di Padova, la quale
resta in piccola distanza fuori del rione stesso, circondata da cumbessias alla
moda degli antichi santuari.
Le altre due sono prossime ai due rioni inferiori:
quella di San Leonardo in poca distanza da Taleseri, e quella di San Sebastiano
martire a pochi passi dal rione di Ilalà.
Eravi sino al 1820 un'altra chiesa filiale detta di
Santa Anastasia, la quale fu poi profanata e distrutta, perché era mancata la
sua dote.
I tonaresi credono che quella sia stata la più
antica parrocchia.
A cura di Massimiliano Rosa.
Dal Dizionario Geografico del Casalis,
redatto per la parte relativa alla Sardegna, con l'ausilio del Prof. Vittorio
Angius, docente delle Università di Sassari e Cagliari
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Tonara e Arasule'
Dal Dizionario Geografico
del Casalis
redatto, per la parte relativa alla Sardegna, con l'ausilio del Prof. Vittorio
Angius, docente delle Università di Sassari e Cagliari
Il rione superiore e insieme il più popolato ha il
nome proprio di Arasulé ed è disposto incontro all'austro.
Il secondo è detto Toneri o Toniri , meno popolato
del precedente, ma più degli altri. Ha
questo nome perché dalla parte di ponente si appoggia al gran colle detto Su
Toni o Tòniri, onde resta in esposizione incontro al levante. Il terzo si
nomina di Taliseri, resta più a levante degli altri ed esposto all'austro. Il
quarto, inferiore agli altri perché è prossimo agli ultimi gradi della pendenza
e meno degli altri popolato, appellasi di Ilalà, giace al scirocco degli altri
e riguarda il ponente, restando diviso da Taliseri per un ruscello, che ha le
sue scaturigini nella parte superiore della montagna, volgarmente appellata del
Sèssene.
Tesi di laurea
di Massimiliano Rosa
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TONARA, GLI AFFRESCHI DI
SANT'ANTONIO
L'arte per il popolo
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Dies
A sa edade megnus
Sa megnus povertade.
Sa errichesa 'era
est in sa conca.
Una die zusta
S'atera iscontza.
Giorni
Nella età migliore
La povertà più grande.
Ma la ricchezza vera
E' nella testa.
Un giorno va giusto.
L'altro si disfà.
Massimiliano Rosa
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Riflessioni sul Condaghe.
Riflessioni sull'ARBORENSE.
Come capire
da dove ha tratto origine il nostro sardo de mesania!
Arborense!
Meno male che non si può scrivere ... Dice qualcuno ...
Il sardo.
Mi risulta che le scripte medievali erano tre:
Campidanese
Arborense
Logudorese
Ognuno con propri esiti!
E noi oggi vogliamo fare un corpus di limba comune.
Si salvi chi può.
Condaghes
Dal greco
Kontation : rotolo
Bonarcado
Constantinus iudex
In nomine patris
et filii
et Spiritus Sancti
Et in gratia de Deus
Et Sancta Maria
Ego iudige Gosantine de Lacon
Faco condage pro homines de
Bonarcatu.
Quan do andei a Bonarcatu
Acatei llos sos homines totus,
Sena acabidu cherta a serbire force pagu.
Parsit imi nde male et posi llos a iurare a servire a iuale IIII DIES in setimana: et issos apiaresos et issos
agasones et Canarios
Cantu aent fagere in cita de domo
Serviat a clesia omnia lunis in omnia opus quantu aent fagere sos ateros colivertos.
Costantine Stapu quando ochisit s'omine in Sancte Eru venit ad Bonarcadu et fegi sibi Domun et plan Tavit vinea.
Narunt imi inde ca fuit benidu.
Pregontei llu:
Voles Torrare a Sancte Eru ?
Et narendi mi ipse : servu volo essere a Sancta Maria de Bonarcatu et ego et fijios meos.
Condaghe di Santa Maria di Bonarcado
Ca 1120 / 30
1146
Scripta medievale sarda
arborense!
Si notino i valori fonetici del sardo arborense di mesania rappresentati allora nel Condaghe di Bonarcado come oggi nelle parlate di mesania.
Ecco come era il sardo scritto in anno 1120.
Medioevo sardo
Esiti mediani :
Fijios : figli
Attestato oggi a Belvi' Aritzo Desulo e Narbolia
Meos : miei
in tutta la mesania
Tonara : figios meos
Pregontei llu : chiesi lui
Pregontalu Pregontaddu
Ochisit : uccise
Occhisit
Parte della mesania
Ochiere : Atzara Santu Lissurgiu Paulilatino Tiana
Otziere : Tonara
Ociere : Desulo Aritzo
Fagere per fare
Fagere faghere faere oggi
Attestazioni odierne della mesania
Iurare per giurare
Ancora oggi : iurare
Attestato in
In tutta la mesania sarda
Sos per : gli
Sos homines
Attestazioni :
Sos omines
Paulilatino Busachi Nughedu S Vittoria Ula
Ateros per : altri
Attestato a
Tonara Urzulei Sedilo Teti Santu Lussurgiu
Il Condaghe arborense di Bonarcado rappresenta gli esiti delle lingue di mesania.
Il sardo a questa latitudine già in epoca medievale aveva dei suoi esiti autoctoni e autonomi che ritroviamo ancora nelle parlare degli ottanta centri che gravitano a questa latitudine in questa fattispecie linguistica sarda :
Esiti di mantenimento di
E ed O finali
Esiti di mantenimento di ch
Esiti di tj che diviene c o tz
Faco fatZo
Esiti di sus: SOS US AS OS
E in unica forma IS
Massimiliano Rosa
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Ichnusa
Isola di Sardo.
Ichnusa.
Io sono un isola antica.
Ora dormono i miei vulcani. Ma tanto tempo or sono mi hanno surclassata e livellata.
Le mie montagne sono brulle, spropositate rispetto alle valli, segno di un orogenesi antica.
Mi chiamarono isola di Sardo, i greci e Ichnussa. I romani mi ribattezzarono Sandalia, perché sembro un piede, un'impronta, nel mare antico di mezzo.
Ho torri ciclopiche nel mio seno, che sono nuraghi, nurras, ammassi di pietra, sovrapposti, e nel mio antro città sotterranee scavate nel tufo e nel calcare, che chiamo domos, le case.
La mia lingua preziosa e' la più antica delle nove sorelle romanze.
Possiede suoni arcaici, e dolci, aspirazioni e nasali ridondanti e un sibilo armonioso nel suo scorrere, che a sud diventa un tam tam.
Sono ricca di pietre, d'argento e di sale.
E' il mio unguento di pace da' da vivere a lungo i miei abitanti.
Sono solo lenta. Selvaggia, e' bello scoprirmi. Ancestrale.
Le mie baie e i miei arenili sono gemme preziose e il mio mare e' color del cielo.
Le mie falesie cadono a picco surclassandosi in isole e scogli.
Ammalio le persone e le ammalo di quel mal di Sardegna del quale i miei figli soffrono.
Povera ma dignitosa, rispetto più il forestiero che me stessa.
Perché ho voglia di comunicare, quello che non capisco.
Gli occhi azzurri dei miei abitanti dei monti, sono di un indefinito oltremare e quello nero pece dei miei figli marini mi ricorda di quanto sono stata orientale e multietnica.
Oggi sono vuota di gente. Sopravvivo con poco.
Ma sono sempre vigile.
E pronta per chi mi attraversa.
Perché il mio cuore di granito in fondo, e' un pezzetto di morbido pane lentu.
Massimiliano Rosa.
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Io sono la stele
di Santa Anastasia.
Il mastro Batista Sau, mi fece, me fecit, come reco scritto in capo.
Forse sono vecchia.
Mi pare fossi nata nel 1467.
Non ricordo dove io fossi collocata.
All' interno della chiesa, presumo, che fu' della Santa Anastasia, che oggi ricorda coi suoi muri di scisto e malta di arenaria diroccati, la fattezza e la grandezza di un tempo che non è più.
Dove sono oggi non lo so.
I quattro pali della corona d'Aragona segnano sul mio corpo un'origine nobile.
Racconto di un popolo fiero, di una storia tormentata, di una mancanza d'interesse per il mio giàciglio e per la bellezza delle mie volte, che mi hanno fatto abbandonare.
Sono venuta dall'oriente,da Smirno, ma è ad occidente, da qui che qualcuno mi ha voluta.
Celebri pittori hanno rallegrato l' altare della mia casa. Tempio sacro.
Oggi sono al buio.
La mia casa e' un poggio brullo, circondato da tancas e cungnaos...di lamiera.
Meno male che almeno i muri dissestati vedono ancora quel panorama stupendo,
sulla valle dell Iscra.
Massimiliano Rosa.
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Sono Tonara
Sono Tonara.
Paese alpestre.
Ridente
a cavallo
della valle de S Isca
E del Bau Codina.
Ero e sono
gentile
onesta
laboriosa.
Posto di abili segantini e boscaioli,
di brave allevatrici di api...
di pazienti raccoglitrici di castagne.
Avevo imparato l'arte di forgiare il ferro e di batterlo per dargli forma,
di cuocere le leghe nel crogiolo per farle suonare,
di battere le pelli fino a farne diventare coperte di cuoio:
sapevo ricamare disegni floreali nei miei capi delle mie donne austere. Trasformavo tronchi enormi in assi, travi, travicelli, doghe mobili
e cassapanche
per riporre i miei preziosi,
e ruote e carrozze sicure
per far viaggiare i miei figli.
Ho escogitato
nel mio tempo che fu
di mescolare il mio miele,
le mie castagne,
le mie uova
per farne un dolce
che sarebbe stato
il mio futuro.
Tessevo seduta o in piedi,
tappeti dalle fattezze andine o arabe, variopinti più di arcobaleni.
Preparavo formaggi
che portavo fino
alle pendici del Vesuvio.
Cantavo alle mie fonti, col mio grande poeta incompreso.
Una malinconia struggente,
una libertà sociale
con un' arguzia
che pochi avevano.
Cuocevo l'argilla
dei miei toni calcarei
per darne tegole e mattoni
e mattonelle al mio intarsio di tetti.
E ai dedali delle mie viuzze.
Follavo la mia lana
nelle craccheras vicine,
per confezionarmi
un abito di gala
semplice e elegante,
fitto di pieghe
e adorno di merletti e ricami.
Che sapevo indossare
meglio di una regina
e che a lei
avrei fatto invidia.
Profumavo
di biscotti
e pane croccante.
Di noccioline fresche
e di pietre di fiume,
nei miei selciati scoscesi.
Ero aggrappata al monte:
i miei paeselli si davano la mano, come sospesi nel vuoto.
Attenti a non perdersi d'occhio.
Ora sono Tonara : moderna.
I miei tempi sono cambiati.
Non ho più selciati,
ma tristi colate di cemento
che mi hanno rattoppato qua e la.
Non mi vesto di pelli e di cuoi
perché non mi servono più,
ma almeno
ancora i miei campani squillano
e il mio torrone profuma di dolce.
Ma il mio animo
non e' più quello delicato di un tempo.
A volte mi vesto disordinata.
Aspetto guardando la valle.
Sono lenta nel rispettarmi
e alle mie fonti le belle regine
vestite di lane di rosso porpora,
non ci sono quasi più.
Non intaglio. Non ricamo.
Non ascolto il mio poeta.
Lo fanno gli altri per me.
Sono sorniona.
Dormo e vivo del ricordo
della mia floridezza
che e' diventata un
benessere relativo.
Mi vanto di una modernità,
che mi appartiene
ma che non e' l'animo
della mia essenza.
E la mia voce e' affievolita.
Da un vociare che non conosco.
E i miei figli?
Spesso noncuranti di se' ,
Non si curano nemmeno di me.
Così appaio opaca.
Talvolta.
Mi perdo in invidie
che sono come spine
nel mio fianco.
E in un irruenza
che prima,
a s' antigu,
era allegria.
E che non rende merito
alle parole scritte del mio poeta,
Per me.
Seduto
come un cencio,
davanti alle rocce
di Galuse'.
Massimiliano Rosa
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I' limbas
Una orta de
meda tempus faet su sardu fiat una limba ebbia.
Una limba
antiga. Fiat.
Naschia dae
sa turre de Babele:
comente.....totu
i' limbas!
I'
limbagios una die si fiant postos a brigare!
Su sardu
megnusn est su nostru!
Naraiant
totu paris sas biddas de sa Baronia e non cussas ebbia!
Lodè Onanie Thiniscole Irgole Gartheddi Locula Oniai e s'Orosee':
Naramus
nepote!
Comente sos
latinos! E chipulla! E fachet canno fachet a nde fachet meta!
Ma ite!.....
Sos mendzus
semus nois!
Naravan
totu paris sas viddas a costazos de Nugoro!
Nugoro sa
prima e Orune e Orotheddi e Onieri e Orane e Sarule: nois non naramus nepote ma nepode! Ma gollimus sa
terra!
E inoche
b'at sonos chi non connoschides! Cienu, ciesa, ciai, ciotu!
E jeo pro
me'!
Ite at a
esseret cust'istoria!...
S'alle?are
mendzus est inno?e:
Uliana,
Mamujada Orgosolo Gavoe Ortzae Ollolae Lodine Honne e Obhodda!!!
Naramus pol?u e is?imos totu! Cia e Cionca...
Petza e
pis?e!
E xhidzos a
sos nostros! Mengius de gassi!
Chellaosi!
Su foeddare
megnus este sue Tonara, de Desulu, de Tiana, de Austis e de Teti!
Est megnus
po totus noso!
Umperamus
arregordo e amento in i' foeddos nostos e a noso nos i cumprennent in totue!
A cabu 'e
osso e a cabu 'e susu!
E a
mesu!...
Su sardu sa
limba nosta mi est una ebbia aberu!
Po podet
essere chistionada... Chelet cumprennia! E chelet iscurtada!
Comente
faiant i' betzos una orta canno non chistionaniant sa limba italiana....e fetzi
su sardu!
Non teniant
certu abbisognu de un'istragnu po' si foeddarent a pare.
Massimiliano Rosa
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| TEMA | Parole | BIDDA: TONARA | |
| 1 | Toponomastica | come si chiama "Ozieri" nella varietà sarda del tuo paese? | OTZIERI |
| 2 | Toponomastica | cosa significa "càntaru" e "(b)ena" nel tuo paese | CANTARU: FESSURA DA DOVE SGORGA L'ACQUA / PER ESTESO FONTE- FONTANA : SCOLO DELLA FONTANA / (B)ENA: VENA D'ACQUA DEL FIUME/ anche VENA DI SANGUE ti lampant is'enas |
| 3 | Lessico | "creare" (far nascere dal nulla); "lavoro" | LAVORO: TRABALLU CREARE DAL NULLA : FAET NASCHIRE DAE SU NUDDA / IMBENTARE |
| 4 | Lessico | "bugia"; "parola" | FAULA / FOEDDU |
| 5 | Lessico | "prurito"; "cancrena (ulcerazioni della pelle) | ISCRAFIGNU / CANCARU / PEDDE 'ESSIA- PEDDE 'UDDIA / CASU COTTU (QUANDO LA PELLE E' ARROSSATA) |
| 6 | Lessico | nel tuo paese cosa designa il termine "copuleta"? | UNU DURTZE DE CABESUSU |
| 7 | Lessico medico | "febbre"; "convulsioni" | CALLENTURA / FRE' |
| 8 | terminologia | come si dice "la ditta è fallita"? | SA DITTA AT FALLIU |
| 9 | Zoonimia | farfalla (generica); vespa che fa il nido nel terreno | MARIPOSA O FARFALLA / GHESPE 'E TERRA - ABIOLU-ABIOI (CALABRONE) IL FORMICALEONE INTENDI? . FROMMIGONE |
| 10 | Lessico | albicocca | PIRICOCCO |
| 11 | terminologia | analisi del sangue; elettrodomestico; frigorifero | TIRAU SU SAMENE / ELETTRODOMESTICO IN GENERALE : BOTTO :-) FRIGORIFERO- CUNGELADORE |
| 12 | Zoonimia | pipistrello | TZUNTZURREDDU / TZUNTZURRITTU (MENO USATO: SOLO A TONERI RIONE INFERIORE ) ANTICO ALEPEDDE |
| 13 | terminologia | liquirizia; lenzuolo | LIQUIRIZIA (EST SU MATESSI DE S'ITALIANU) / LINTZOLU O LENTZOLU |
| 14 | terminologia | bere e tracannare; mantice | BUFFARE A INGHELADURA - INGHELARE / MANTICE : FODDE |
| 15 | terminologia | sabbia; menta; radio | ARENA / MENTA O AMMENTA / S'ARRADIO - SU RADIO ( SU BOTTO CHI SONAT) |
| 16 | terminologia | trattore; motozappa; telefonino | TRATTORE / MOTOZAPPA / TELEFONEDDU |
| 17 | Lessico | picciuolo; scapolo; vedovo; vedova | TONAGIA / BAGADIU / VIUDU/ VIUDA |
| 18 | Lessico | bastone di legno generico; cima di collina o di monte | MATZUCU - BACULU / PITZU 'E MONTE - PITZU 'E MONTIGU |
| 19 | Toponomastica | ||
| 20 | Toponomastica | ||
| 21 | Lessico | chiesa | CRESIA |
| 22 | lessico | alluvione; "il fiume straripa" | UNA UNDA DE ABBA MANNA / S'ERRIU ILLACANAT (S'ERRIU AT ILLACANAU) |
| 23 | Toponomastica | ||
| 24 | Toponomastica | ||
| 25 | grafematica | ||
| 26 | Lessico medico | morbillo; varicella; rosolia; scarlattina; "orecchioni" | MORBILLO / VARICELLA : pedde pentulada ( a chiazze) usato anche per le lentiggini / ORROSOLIA / ISCARLATTINA / DOLORE DE ORIGAS / |
| 27 | grafematica | ||
| 28 | Toponomastica | cosa si intende, precisamente, nel tuo paese per "Logudoro"? | SU CABESUSU DE SARDIGNA |
| 29 | Zoonimia | tartaruga | TOSTOINE |
| 30 | Zoonimia | volpe | MARGIANE USATI ANCHE MAZZONE (COA 'E MAZZONE) / S' ARRESE / SU LODDE (ANTICO) / IN SENSO FIGURATO : SU FRAITZU |
| 31 | Lessico | ||
| 32 | Lessico medico | fegato | FIGAU |
| 33 | terminologia | coetaneo; invitare ad una conferenza | FEDALE / MUTTIRE PO UN ATTOBIU |
| 34 | Zoonimia | donnola | ERRUCA 'E MELA - ERRUCA 'E MELE / ORRUCA E MELA - ORRUCA 'E MELE |
| 35 | Lessico | carnevale | CARRASEGARE |
| 36 | terminologia | ||
| 37 | terminologia | lui sta in piedi | ISSU ABBARRAT A ISTRENTARGIA (O A ISTRENTARGIU) / ISSU IBETTAT A ISTRENTARGIA ( O A ISTRENTARGIU) / ISSU ABBARRAT- IBETTAT IN PE' ISTRENTARGIAU: SOLLEVATO |
| 38 | terminologia | ||
| 39 | lessico | mano destra e mano sinistra | MANU 'ESTRA E MANU MANCA |
| 40 | Lessico | quello è un raccomandato | CUSSU EST UN ACCOTZAU |
| 41 | Lessico | carota; cosa si intende per "pàstinu" nel tuo paese? | FUSTINAGHE (ANTICO) / OGGI CAROTA / PASTINU NON DD'UMPERAUS ! UNA TULA DE TERRA |
| 42 | Zoonimia | colombaccio ("piccione selvatico"); scimmia | COLUMU ARESTE / TRUTURA : TORTORA LA SCIMMIA : SA MARTINICA O SA MARTENICA |
| 43 | Lessico | formaggio con i vermi; i vermi del formaggio | CASU MARTZU / GREMES 'ERMES- BREMES DE SU CASU |
| 44 | Lessico | culla | BRASSOLU |
| 45 | Lessico | come si chiama nel tuo paese "s'istrumpa"? | ISTRUMPA |
| 46 | Lessico | scarafaggio, blatta | NON DDOS CONNOSCHEUS / UNA PRETTA MA NO EST TONARESU, EST COMENTE SU PISTILLONE (GECO) IL TERMINE NON E' TONARESE |
| 47 | Lessico | cetriolo; anguria | CUGUMENE / SINDRIA |
| 48 | Lessico | pranzare, pranzo, colazione, mangiare un boccone | PRANNEDE O PRANNERE / IMMURGIU / PAPPARE UN 'UCCONE - INGHELARE UN 'UCCONE |
| 49 | Lessico | stella, ghiaccio | ISTEDDU / MARCORIU IN SENSO LATO LUOGO GHIACCIATO: MARCORIAU O ASTRAGAU |
| 50 | terminologia | un piccolo ago; un grande albero; un gatto veloce | UN'AGU PITIA / UNA MATTA MANNA / UNU 'ATTU LESTRU |
| 51 | grafematica | ||
| 52 | Lessico | cosa significa nel tuo paese il verbo "azerare"/"azerai"? | SEO AZERAU : SONO STANCHISSIMO ( ITALIANISMO) |
| 53 | Lessico medico | clavicola, caviglia, tibia, polpaccio | OSSU DE SA PALA -ZUNTURA DE SA PALA O INNOIGADORGIU DE SA PALA / ORRUBIOSU/ BRUTZONE / OSSU LONGU O OSSU DE SA CAMA / PRUPPA DE SA CAMA |
| 54 | terminologia | ||
| 55 | terminologia | ||
| 56 | Lessico medico | digerire, esofago, stomaco, intestino | IMARTIRE / 'UTTURU MODDE / ISTOGOMO/ MATZA |
| 57 | pol. linguistica | ||
| 58 | pol. linguistica | ||
| 59 | pol. linguistica | ||
| 60 | Lessico | solletico; singhiozzo | CATI CATI mentre ai bambini lo si chiama CHIRI CHIRI O CHIRI CATI / TZUCURITA |
| 61 | Lessico | specchio | ISPRIGU |
| 62 | Lessico | livido (ematoma); color marroncino (dei fazzoletti/copricapo delle anziane) | LIVIDORE / MERCA / COLORE 'E MOLENTE/ MUCADORE DIMENSIONE PICCOLO / ISSALLU O ISSALLE GRANDE A FRANGE / ISCOFIETTA TIENE I CAPELLI / MANTEDDU (DRAPPO) |
| 63 | terminologia | ||
| 64 | grafematica | ||
| 65 | Lessico | come si chiamava nel tuo paese il gioco delle biglie, a buche? Le biglie | A COFFEDDAS / BILLIAS |
| 66 | Lessico | "piovere a catinelle", "piovere a scroscio" | PROERE O PROEDE A TOROU , PROEDE O PROERE A CARTINOS |
| 67 | terminologia | ||
| 68 | Lessico | stufare; annoiare; capogiro | ORROSCHEDE / IFADARE / ILLUINU - ILLUINU CONCA |
| 69 | Lessico | nomi del pane comune con mollica, nel tuo paese; guanciale (salume) | PANE CON MOLLICA: ISSONCO / PANE 'E ISSONCO / PANE CUN SA MATZA / GUANCIALE : MARANNULA |
| 70 | Toponomastica | ||
| 71 | Toponomastica | ||
| 72 | grafematica | ||
| 73 | Lessico | cosa significa "carre/carri" nel tuo paese? | CARRE: CARNE ( CARNE UMANA) |
| 74 | Lessico | avaro | ISTRINTONE |
| 75 | terminologia | ||
| 76 | Lessico | ||
| 77 | Lessico | l'espressione "a stracu baratu" come diventa nel tuo paese? | A ISTRACU BARATU |
| 78 | Lessico | nel tuo paese, per dire "fare percorsi opposti senza incontrarsi" come si dice? | ATTRAESSARE IN LOGU CHI NON T'ATTOBIES PERUNU |
| 79 | Zoonimia | tarlo del legno | TEGADIA / DEGODIA |
| 80 | Lessico medico | acquolina | ABBA LENA / ACQUOLINA IN BOCCA: BAULADAS |
| 81 | Lessico | che significa, nel tuo paese, l'espressione "fizu/fillu 'e babbu"? | FIGIU 'E BABU : PERSONA INAFFIDABILE O TALE E QUALE AL PADRE |
| 82 | terminologia | ||
| 83 | Zoonimia | ||
| 84 | Lessico | nonno; nonna; padrino | MANNOI E MANNAI / NONNU |
| 85 | Lessico | guardare; vedere; sorvegliare | CARDIARE-BARDIARE-ARDIARE alterna con CASTIARE / BIERE-BIEDE / ISTARE A S'APPOMPIU (SORVEGLIARE) |
| 86 | Lessico medico | epilessia; secchio del pozzo | MALE CADUCU / CARTZIDA DE SU PUTZU MEGLIO PUALE DE SU PUTZU |
| 87 | Lessico medico | avere coraggio; fiele | TENET CORAGIU / TENET BALENTIA / CORAGIUDU / FELE |
| 88 | Toponomastica | ||
| 89 | grafematica | nel tuo paese dite sempre <cun d-unu>, <in d-unu> o esistono anche le forme <cun unu>, <in unu>? | SEMPET IN D UNU E CUN D UNU |
| 90 | terminologia | il contenuto | SU CHI DDU AT AINTRO |
| 91 | lessico | burro | BURRO |
| 92 | grafematica | la scuola; vado a scuola | S'ISCOLA / BANNO A ISCOLA |
| 93 | lessico | caciocavallo (altrove detto casizolu) | CASIGIOLU |
| 94 | Toponomastica | ||
| 95 | Lessico medico | il diabete | SA DIABETE |
| 96 | lessico | nel tuo paese, cosa vuol dire chedda/cedda? | CHEDDA : GRUPPO DI PERSONE / UNA CHEDDA DE GENTE |
| 97 | lessico | canestro | CHERRIGU |
| 98 | lessico | l'estate; estivo (aggettivo) | ISTADE / DE S'ISTADE |
| 99 | Lessico medico | parti dell'unghia: lunula; epinichio; iponichio | BICULOS DE S' UNGA / PE' DE S'UNGA / PEDDE DE S'UNGA |
| 100 | lessico | circondare; | INGHIRIARE |
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