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Le chiese di Arasule'

23.10.2015 12:55

Le chiese di Arasule'

I tonaresi sono sottoposti alla giurisdizione
dell'arcivescovo di Oristano, e sono curati nelle cose dell'anima da un rettore
assistito da tre preti, che in altro tempo giunsero sino a sette.

La chiesa parrocchiale ha per titolare e patrono
l'Arcangelo San. Gabriele , chiesa non ben capace se poi intervenissero molti
anche dai tre rioni inferiori, poco adorna, e poveramente provveduta.

Entro l'abitato
sono altre quattro chiese, due nel rione
di Arasulè
, una intitolata dalla Santa
Croce
, attualmente Santa Maria che
è oratorio della confraternita dello stesso nome, costruita intorno al XVI sec.
 ove tengonsi i sacramenti del viatico e
dell'olio santo per comodo del clero e del popolo componente quel rione.

L'altra dedicata a Sant' Antonio di Padova, la quale
resta in piccola distanza fuori del rione stesso, circondata da cumbessias alla
moda degli antichi santuari.

Le altre due sono prossime ai due rioni inferiori:
quella di San Leonardo in poca distanza da Taleseri, e quella di San Sebastiano
martire a pochi passi dal rione di Ilalà.

Eravi sino al 1820 un'altra chiesa filiale detta di
Santa Anastasia, la quale fu poi profanata e distrutta, perché era mancata la
sua dote.

I tonaresi credono che quella sia stata la più
antica parrocchia.

A cura di Massimiliano Rosa.

 

Dal Dizionario Geografico del Casalis,
redatto per la parte relativa alla Sardegna, con l'ausilio del Prof. Vittorio
Angius, docente delle Università di Sassari e Cagliari


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Tonara e Arasule'

23.10.2015 12:53

Tonara e Arasule'

Dal Dizionario Geografico
del Casalis
redatto, per la parte relativa alla Sardegna, con l'ausilio del Prof. Vittorio
Angius, docente delle Università di Sassari e Cagliari

Il rione superiore e insieme il più popolato ha il
nome proprio di Arasulé ed è disposto incontro all'austro. 

Il secondo è detto Toneri o Toniri , meno popolato
del precedente, ma più degli altri.  Ha
questo nome perché dalla parte di ponente si appoggia al gran colle detto Su
Toni o Tòniri, onde resta in esposizione incontro al levante. Il terzo si
nomina di Taliseri, resta più a levante degli altri ed esposto all'austro. Il
quarto, inferiore agli altri perché è prossimo agli ultimi gradi della pendenza
e meno degli altri popolato, appellasi di Ilalà, giace al scirocco degli altri
e riguarda il ponente, restando diviso da Taliseri per un ruscello, che ha le
sue scaturigini nella parte superiore della montagna, volgarmente appellata del
Sèssene.

Tesi di laurea

di Massimiliano Rosa


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Pietro e Gregorio Are : Tonara

23.10.2015 12:52

TONARA, GLI AFFRESCHI DI
SANT'ANTONIO


 
 
  
  
  
  
  
  
  

L'arte per il popolo


I dipinti murali presenti sulle pareti e sulla volta del presbiterio
della chiesa di Sant'Antonio a Tonara rappresentano momenti della vita del
santo e miracoli a lui attribuiti dalla tradizione popolare.L'opera, eseguita
presumibilmente attorno al 1750 da
Gregorio Are
, ha funzione decorativa, narrativa, didattica e devozionale
insieme. Essa si inserisce all'interno dei cicli di tempere murali eseguiti da Pietro Antonio e Gregorio Are, padre e
figlio, che operarono per più di quarant'anni, tra la quarta e l'ottava decade
del XVIII secolo, in una vasta area della Sardegna che si estende dalla
Barbagia all'Ogliastra. La dinastia degli Are, famiglia di pittori di lontane
origini genovesi, fu attiva per un lungo arco cronologico, forse addirittura a
partire dal 1678, per le decorazioni dell'oratorio della Madonna d'Itria ad
Orani, fino al 1777, ultima data ricavabile da un documento a Fonni. I
principali affreschi attribuiti alla bottega di Pietro e Gregorio Are sono
quelli presenti, oltre che a Tonara,
a Fonni, relativi alla chiesa della SS.Trinità, alla basilica di Nostra Signora dei Martiri e al
contiguo oratorio di San Michele, a Orani nella Chiesa del Rosario, a Nuoro nella chiesa della Madonna
delle Grazie
, a Triei nella
chiesa intitolata ai Santi Cosma e
Damiano
e a Sarule nella chiesa
di Santa Croce. Non risulta sempre
facile la distinzione di mano poiché presumibilmente il giovane Gregorio iniziò
come aiuto alle imprese paterne per poi affiancarsi e infine subentrargli in
piena

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Aforisma

23.10.2015 12:48

Dies

A sa edade megnus
Sa megnus povertade.
Sa errichesa 'era
est in sa conca.
Una die zusta
S'atera iscontza.

Giorni

Nella età migliore
La povertà più grande.
Ma la ricchezza vera
E' nella testa.
Un giorno va giusto.
L'altro si disfà.

Massimiliano Rosa

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Condaghe di Bonarcado

22.10.2015 09:04

Riflessioni sul Condaghe.


Riflessioni sull'ARBORENSE.


Come capire 

da dove ha tratto origine il nostro sardo de mesania! 

Arborense!

Meno male che non si può scrivere ... Dice qualcuno ...

Il sardo.

Mi risulta che le scripte medievali erano tre: 

Campidanese

Arborense 

Logudorese 

Ognuno con propri esiti!

E noi oggi vogliamo fare un corpus di limba comune.

Si salvi chi può.


Condaghes 

Dal greco 

Kontation : rotolo 


Bonarcado


Constantinus iudex 

In nomine patris 

et filii 

et Spiritus Sancti 

Et in gratia de Deus

Et Sancta Maria 

Ego iudige Gosantine de Lacon

Faco condage pro homines de 

Bonarcatu.

Quan do andei a Bonarcatu

Acatei llos sos homines totus,

Sena acabidu cherta a serbire force pagu.

Parsit imi nde male et posi llos a iurare a servire a iuale IIII DIES in setimana: et issos apiaresos et issos 

agasones et Canarios 

Cantu aent fagere in cita de domo 

Serviat a clesia omnia lunis in omnia opus quantu aent fagere sos ateros colivertos.

Costantine Stapu quando ochisit s'omine in Sancte Eru venit ad Bonarcadu et fegi sibi Domun et plan    Tavit vinea.

Narunt imi inde ca fuit benidu.

Pregontei llu:

Voles Torrare a Sancte Eru ?

Et narendi mi ipse : servu volo essere a Sancta Maria de Bonarcatu et ego et fijios meos.


Condaghe di Santa Maria di Bonarcado 

Ca 1120 / 30 

1146 


Scripta medievale sarda

arborense!


Si notino i valori fonetici del sardo arborense di mesania rappresentati allora nel Condaghe di Bonarcado come oggi nelle parlate di mesania.


Ecco come era il sardo scritto in anno 1120.

Medioevo sardo 


Esiti mediani :


Fijios : figli 

Attestato oggi a Belvi' Aritzo  Desulo e Narbolia 


Meos : miei 

in tutta la mesania 

Tonara : figios meos 


Pregontei llu : chiesi lui 

Pregontalu Pregontaddu


Ochisit : uccise 

Occhisit 

Parte della mesania 

Ochiere : Atzara Santu Lissurgiu Paulilatino Tiana 

Otziere : Tonara 

Ociere : Desulo Aritzo 


Fagere per fare 

Fagere faghere faere oggi 

Attestazioni odierne della mesania 


Iurare per giurare 

Ancora oggi : iurare 

Attestato in 

In tutta la mesania sarda 


Sos per : gli

Sos homines 

Attestazioni :

Sos omines  

Paulilatino Busachi Nughedu S Vittoria Ula 


Ateros per : altri 

Attestato a 

Tonara Urzulei Sedilo Teti Santu Lussurgiu


Il Condaghe arborense di Bonarcado rappresenta gli esiti delle lingue di mesania.

Il sardo a questa latitudine già in epoca medievale aveva dei suoi esiti autoctoni e autonomi che ritroviamo ancora nelle parlare degli ottanta centri che gravitano a questa latitudine in questa fattispecie linguistica sarda :

Esiti di mantenimento di 

E ed O finali

Esiti di mantenimento di ch 

Esiti di tj che diviene c o tz 

Faco fatZo 

Esiti di sus: SOS US AS OS  

E in unica forma IS


Massimiliano Rosa

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Sono Ichnusa

22.10.2015 07:33

Ichnusa

Isola di Sardo.
Ichnusa.

Io sono un isola antica.
Ora dormono i miei vulcani. Ma tanto tempo or sono mi hanno surclassata e livellata.
Le mie montagne sono brulle, spropositate rispetto alle valli, segno di un orogenesi antica.
Mi chiamarono isola di Sardo, i greci e Ichnussa. I romani mi ribattezzarono Sandalia, perché sembro un piede, un'impronta, nel mare antico di mezzo.
Ho torri ciclopiche nel mio seno, che sono nuraghi, nurras, ammassi di pietra, sovrapposti, e nel mio antro città sotterranee scavate nel tufo e nel calcare, che chiamo domos, le case.
La mia lingua preziosa e' la più antica delle nove sorelle romanze.
Possiede suoni arcaici, e dolci, aspirazioni e nasali ridondanti e un sibilo armonioso nel suo scorrere, che a sud diventa un tam tam.
Sono ricca di pietre, d'argento e di sale.
E' il mio unguento di pace da' da vivere a lungo i miei abitanti.
Sono solo lenta. Selvaggia, e' bello scoprirmi. Ancestrale.
Le mie baie e i miei arenili sono gemme preziose e il mio mare e' color del cielo.
Le mie falesie cadono a picco surclassandosi in isole e scogli.
Ammalio le persone e le ammalo di quel mal di Sardegna del quale i miei figli soffrono.
Povera ma dignitosa, rispetto più il forestiero che me stessa.
Perché ho voglia di comunicare, quello che non capisco.
Gli occhi azzurri dei miei abitanti dei monti, sono di un indefinito oltremare e quello nero pece dei miei figli marini mi ricorda di quanto sono stata orientale e multietnica.
Oggi sono vuota di gente. Sopravvivo con poco.
Ma sono sempre vigile.
E pronta per chi mi attraversa.
Perché il mio cuore di granito in fondo, e' un pezzetto di morbido pane lentu.

Massimiliano Rosa.

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Sono la stele

22.10.2015 07:30

Io sono la stele
di Santa Anastasia.

Il mastro Batista Sau, mi fece, me fecit, come reco scritto in capo.
Forse sono vecchia.
Mi pare fossi nata nel 1467.
Non ricordo dove io fossi collocata.
All' interno della chiesa, presumo, che fu' della Santa Anastasia, che oggi ricorda coi suoi muri di scisto e malta di arenaria diroccati, la fattezza e la grandezza di un tempo che non è più.
Dove sono oggi non lo so.
I quattro pali della corona d'Aragona segnano sul mio corpo un'origine nobile.
Racconto di un popolo fiero, di una storia tormentata, di una mancanza d'interesse per il mio giàciglio e per la bellezza delle mie volte, che mi hanno fatto abbandonare.
Sono venuta dall'oriente,da Smirno, ma è ad occidente, da qui che qualcuno mi ha voluta.
Celebri pittori hanno rallegrato l' altare della mia casa. Tempio sacro.
Oggi sono al buio.
La mia casa e' un poggio brullo, circondato da tancas e cungnaos...di lamiera.
Meno male che almeno i muri dissestati vedono ancora quel panorama stupendo,
sulla valle dell Iscra.

Massimiliano Rosa.

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Sono Tonara

22.10.2015 07:28

Sono Tonara

Sono Tonara.
Paese alpestre.
Ridente
a cavallo
della valle de S Isca
E del Bau Codina.
Ero e sono
gentile
onesta
laboriosa.
Posto di abili segantini e boscaioli,
di brave allevatrici di api...
di pazienti raccoglitrici di castagne.

Avevo imparato l'arte di forgiare il ferro e di batterlo per dargli forma,
di cuocere le leghe nel crogiolo per farle suonare,
di battere le pelli fino a farne diventare coperte di cuoio:
sapevo ricamare disegni floreali nei miei capi delle mie donne austere. Trasformavo tronchi enormi in assi, travi, travicelli, doghe mobili
e cassapanche
per riporre i miei preziosi,
e ruote e carrozze sicure
per far viaggiare i miei figli.

Ho escogitato
nel mio tempo che fu
di mescolare il mio miele,
le mie castagne,
le mie uova
per farne un dolce
che sarebbe stato
il mio futuro.

Tessevo seduta o in piedi,
tappeti dalle fattezze andine o arabe, variopinti più di arcobaleni.
Preparavo formaggi
che portavo fino
alle pendici del Vesuvio.

Cantavo alle mie fonti, col mio grande poeta incompreso.
Una malinconia struggente,
una libertà sociale
con un' arguzia
che pochi avevano.

Cuocevo l'argilla
dei miei toni calcarei
per darne tegole e mattoni
e mattonelle al mio intarsio di tetti.
E ai dedali delle mie viuzze.

Follavo la mia lana
nelle craccheras vicine,
per confezionarmi
un abito di gala
semplice e elegante,
fitto di pieghe
e adorno di merletti e ricami.
Che sapevo indossare
meglio di una regina
e che a lei
avrei fatto invidia.

Profumavo
di biscotti
e pane croccante.
Di noccioline fresche
e di pietre di fiume,
nei miei selciati scoscesi.

Ero aggrappata al monte:
i miei paeselli si davano la mano, come sospesi nel vuoto.
Attenti a non perdersi d'occhio.

Ora sono Tonara : moderna.
I miei tempi sono cambiati.
Non ho più selciati,
ma tristi colate di cemento
che mi hanno rattoppato qua e la.
Non mi vesto di pelli e di cuoi
perché non mi servono più,
ma almeno
ancora i miei campani squillano
e il mio torrone profuma di dolce.

Ma il mio animo
non e' più quello delicato di un tempo.
A volte mi vesto disordinata.
Aspetto guardando la valle.

Sono lenta nel rispettarmi
e alle mie fonti le belle regine
vestite di lane di rosso porpora,
non ci sono quasi più.
Non intaglio. Non ricamo.
Non ascolto il mio poeta.
Lo fanno gli altri per me.

Sono sorniona.
Dormo e vivo del ricordo
della mia floridezza
che e' diventata un
benessere relativo.

Mi vanto di una modernità,
che mi appartiene
ma che non e' l'animo
della mia essenza.
E la mia voce e' affievolita.
Da un vociare che non conosco.

E i miei figli?
Spesso noncuranti di se' ,
Non si curano nemmeno di me.
Così appaio opaca.
Talvolta.
Mi perdo in invidie
che sono come spine
nel mio fianco.
E in un irruenza
che prima,
a s' antigu,
era allegria.

E che non rende merito
alle parole scritte del mio poeta,
Per me.
Seduto
come un cencio,
davanti alle rocce
di Galuse'.

Massimiliano Rosa

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Contos: i' limbas

21.10.2015 16:38

I' limbas

Una orta de
meda tempus faet su sardu fiat una limba ebbia.

Una limba
antiga. Fiat.

Naschia dae
sa turre de Babele:

comente.....totu
i' limbas!

I'
limbagios una die si fiant postos a brigare!

Su sardu
megnusn est su nostru!

Naraiant
totu paris sas biddas de sa Baronia e non cussas ebbia!

Lodè Onanie Thiniscole Irgole Gartheddi Locula Oniai e s'Orosee':

Naramus
nepote!

Comente sos
latinos! E chipulla! E fachet canno fachet a nde fachet meta!

Ma ite!.....

Sos mendzus
semus nois!

Naravan
totu paris sas viddas a costazos de Nugoro!

Nugoro sa
prima e Orune e Orotheddi e Onieri e Orane e Sarule: nois non  naramus nepote ma nepode! Ma gollimus sa
terra!

E inoche
b'at sonos chi non connoschides! Cienu, ciesa, ciai, ciotu!

E jeo pro
me'!

Ite at a
esseret cust'istoria!...

S'alle?are
mendzus est inno?e:

Uliana,
Mamujada Orgosolo Gavoe Ortzae Ollolae Lodine Honne e Obhodda!!!

Naramus pol?u e is?imos totu! Cia e Cionca...

Petza e
pis?e!

E xhidzos a
sos nostros! Mengius de gassi!

Chellaosi!

Su foeddare
megnus este sue Tonara, de Desulu, de Tiana, de Austis e de Teti!

Est megnus
po totus noso!

Umperamus
arregordo e amento in i' foeddos nostos e a noso nos i cumprennent in totue!

A cabu 'e
osso e a cabu 'e susu!

E a
mesu!...


Su sardu sa
limba nosta mi  est una ebbia aberu!

Po podet
essere chistionada... Chelet cumprennia! E chelet iscurtada!

Comente
faiant i' betzos una orta canno non chistionaniant sa limba italiana....e fetzi
su sardu!

Non teniant
certu abbisognu de un'istragnu po' si foeddarent a pare.

                                                                                                                 Massimiliano Rosa


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Cricadorgios in pitzu de su tonaresu

21.10.2015 16:30







  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  
  
  
  


  

TEMA

Parole

BIDDA: TONARA
1Toponomasticacome
  si chiama "Ozieri" nella varietà sarda del tuo paese?
OTZIERI 
2Toponomasticacosa
  significa "càntaru" e "(b)ena" nel tuo paese
  CANTARU:
  FESSURA DA DOVE SGORGA L'ACQUA  / PER
  ESTESO  FONTE- FONTANA : SCOLO DELLA
  FONTANA  /  (B)ENA: VENA D'ACQUA DEL FIUME/ anche VENA
  DI SANGUE ti lampant is'enas
3Lessico"creare"
  (far nascere dal nulla); "lavoro"
LAVORO:
  TRABALLU     CREARE DAL NULLA :  FAET NASCHIRE DAE SU NUDDA / IMBENTARE
 
4Lessico"bugia";
  "parola"

FAULA  /   FOEDDU 

5Lessico"prurito";
  "cancrena (ulcerazioni della pelle)
ISCRAFIGNU  / 
 CANCARU  /  PEDDE 'ESSIA- PEDDE 'UDDIA  / CASU COTTU (QUANDO LA PELLE E' ARROSSATA)
6Lessiconel
  tuo paese cosa designa il termine "copuleta"?
UNU
  DURTZE DE  CABESUSU 
7Lessico medico"febbre";
  "convulsioni"
CALLENTURA  / 
  FRE'
8terminologiacome
  si dice "la ditta è fallita"?
SA
  DITTA AT FALLIU 
9Zoonimiafarfalla
  (generica);  vespa che fa il nido nel
  terreno
MARIPOSA
  O FARFALLA  /  GHESPE 'E TERRA  - 
  ABIOLU-ABIOI  (CALABRONE) IL
  FORMICALEONE INTENDI?  . FROMMIGONE
10LessicoalbicoccaPIRICOCCO
11terminologiaanalisi
  del sangue; elettrodomestico; frigorifero
TIRAU
  SU SAMENE /   ELETTRODOMESTICO IN
  GENERALE :  BOTTO  :-) FRIGORIFERO- CUNGELADORE 
12ZoonimiapipistrelloTZUNTZURREDDU
  /  TZUNTZURRITTU (MENO USATO: SOLO A
  TONERI RIONE INFERIORE )  ANTICO
  ALEPEDDE
13terminologialiquirizia;
  lenzuolo
LIQUIRIZIA
  (EST SU MATESSI DE S'ITALIANU)  /
  LINTZOLU O LENTZOLU
14terminologiabere
  e tracannare; mantice
BUFFARE
  A INGHELADURA - INGHELARE /   MANTICE :
  FODDE
15terminologiasabbia;
  menta; radio
ARENA
  / MENTA O AMMENTA / S'ARRADIO - SU RADIO ( SU BOTTO CHI SONAT)
16terminologiatrattore;
  motozappa; telefonino
TRATTORE
  / MOTOZAPPA / TELEFONEDDU 
17Lessicopicciuolo;
  scapolo; vedovo; vedova
TONAGIA
  / BAGADIU / VIUDU/ VIUDA
18Lessicobastone
  di legno generico; cima di collina o di monte
MATZUCU
  - BACULU / PITZU 'E MONTE - PITZU 'E MONTIGU 
19Toponomastica  
20Toponomastica  
21LessicochiesaCRESIA
22lessicoalluvione;
  "il fiume straripa"
UNA
  UNDA DE ABBA MANNA  /  S'ERRIU ILLACANAT (S'ERRIU AT
  ILLACANAU) 
23Toponomastica  
24Toponomastica  
25grafematica  
26Lessico medicomorbillo;
  varicella; rosolia; scarlattina; "orecchioni"
MORBILLO
  / VARICELLA : pedde pentulada ( a chiazze) usato anche per le lentiggini /
  ORROSOLIA / ISCARLATTINA / DOLORE DE ORIGAS /   
27grafematica  
28Toponomasticacosa
  si intende, precisamente, nel tuo paese per "Logudoro"?
SU
  CABESUSU DE SARDIGNA 
29ZoonimiatartarugaTOSTOINE
30ZoonimiavolpeMARGIANE   USATI ANCHE MAZZONE (COA 'E MAZZONE)  / S' ARRESE 
  / SU LODDE (ANTICO) / IN SENSO FIGURATO : SU FRAITZU
31Lessico  
32Lessico medicofegatoFIGAU
33terminologiacoetaneo;
  invitare ad una conferenza
FEDALE
  / MUTTIRE PO UN ATTOBIU 
34ZoonimiadonnolaERRUCA
  'E MELA - ERRUCA 'E MELE   / ORRUCA E
  MELA - ORRUCA 'E MELE
35LessicocarnevaleCARRASEGARE
36terminologia  
37terminologialui
  sta in piedi
ISSU
  ABBARRAT A ISTRENTARGIA (O A ISTRENTARGIU) 
  / ISSU IBETTAT A ISTRENTARGIA ( O A ISTRENTARGIU)  / ISSU ABBARRAT- IBETTAT IN PE'   ISTRENTARGIAU: SOLLEVATO
38terminologia  
39lessicomano
  destra e mano sinistra
MANU
  'ESTRA E MANU MANCA
40Lessicoquello
  è un raccomandato
CUSSU
  EST UN ACCOTZAU
41Lessicocarota;
  cosa si intende per "pàstinu" nel tuo paese?
FUSTINAGHE
  (ANTICO) / OGGI CAROTA /   PASTINU NON
  DD'UMPERAUS  ! UNA TULA DE TERRA
42Zoonimiacolombaccio
  ("piccione selvatico"); scimmia
COLUMU
  ARESTE / TRUTURA : TORTORA   LA SCIMMIA
  : SA MARTINICA O SA MARTENICA
43Lessicoformaggio
  con i vermi; i vermi del formaggio
CASU
  MARTZU / GREMES 'ERMES- BREMES DE SU CASU
44LessicocullaBRASSOLU
45Lessicocome
  si chiama nel tuo paese "s'istrumpa"?
ISTRUMPA
46Lessicoscarafaggio,
  blatta
NON
  DDOS CONNOSCHEUS /  UNA PRETTA  MA NO EST TONARESU,  EST COMENTE SU PISTILLONE (GECO) IL TERMINE
  NON E' TONARESE
47Lessicocetriolo;
  anguria
CUGUMENE
  / SINDRIA
48Lessicopranzare,
  pranzo, colazione, mangiare un boccone
PRANNEDE
  O PRANNERE / IMMURGIU / PAPPARE UN 'UCCONE 
  - INGHELARE UN 'UCCONE 
49Lessicostella,
  ghiaccio
ISTEDDU
  / MARCORIU  IN SENSO LATO LUOGO
  GHIACCIATO: MARCORIAU O ASTRAGAU
50terminologiaun
  piccolo ago; un grande albero; un gatto veloce
UN'AGU
  PITIA  /  UNA MATTA MANNA  / UNU 'ATTU LESTRU 
51grafematica  
52Lessicocosa
  significa nel tuo paese il verbo "azerare"/"azerai"?
SEO
  AZERAU : SONO STANCHISSIMO ( ITALIANISMO)
53Lessico medicoclavicola,
  caviglia, tibia, polpaccio
OSSU
  DE SA PALA -ZUNTURA DE SA PALA O 
  INNOIGADORGIU DE SA PALA / ORRUBIOSU/ BRUTZONE / OSSU LONGU O OSSU DE
  SA CAMA / PRUPPA DE SA CAMA
54terminologia  
55terminologia  
56Lessico medicodigerire,
  esofago, stomaco, intestino
IMARTIRE
  / 'UTTURU MODDE / ISTOGOMO/ MATZA
57pol. linguistica  
58pol. linguistica  
59pol. linguistica  
60Lessicosolletico;
  singhiozzo
CATI
  CATI  mentre ai bambini lo si chiama
  CHIRI CHIRI O CHIRI CATI / TZUCURITA
61LessicospecchioISPRIGU 
62Lessicolivido
  (ematoma); color marroncino (dei fazzoletti/copricapo delle anziane)
LIVIDORE
  / MERCA / COLORE 'E MOLENTE/ MUCADORE DIMENSIONE PICCOLO / ISSALLU O ISSALLE
  GRANDE A FRANGE  / ISCOFIETTA TIENE I
  CAPELLI  / MANTEDDU (DRAPPO) 
63terminologia  
64grafematica  
65Lessicocome
  si chiamava nel tuo paese il gioco delle biglie, a buche? Le biglie
A
  COFFEDDAS / BILLIAS
66Lessico"piovere
  a catinelle", "piovere a scroscio"
PROERE
  O PROEDE A TOROU , PROEDE O PROERE A CARTINOS 
67terminologia  
68Lessicostufare;
  annoiare; capogiro
ORROSCHEDE
  / IFADARE / ILLUINU - ILLUINU CONCA
69Lessiconomi
  del pane comune con mollica, nel tuo paese; guanciale (salume)
PANE
  CON MOLLICA: ISSONCO / PANE 'E ISSONCO / PANE CUN SA MATZA /   GUANCIALE : MARANNULA
70Toponomastica  
71Toponomastica  
72grafematica  
73Lessicocosa
  significa "carre/carri" nel tuo paese?
CARRE:
  CARNE ( CARNE UMANA)
74LessicoavaroISTRINTONE 
75terminologia  
76Lessico  
77Lessicol'espressione
  "a stracu baratu" come diventa nel tuo paese?
A
  ISTRACU BARATU 
78Lessiconel
  tuo paese, per dire "fare percorsi opposti senza incontrarsi" come
  si dice?
ATTRAESSARE
  IN LOGU CHI NON T'ATTOBIES PERUNU
79Zoonimiatarlo
  del legno
TEGADIA
  / DEGODIA 
80Lessico medicoacquolinaABBA
  LENA / ACQUOLINA IN BOCCA: BAULADAS 
81Lessicoche
  significa, nel tuo paese, l'espressione "fizu/fillu 'e babbu"?
FIGIU
  'E BABU : PERSONA INAFFIDABILE O TALE E QUALE AL PADRE
82terminologia  
83Zoonimia  
84Lessicononno;
  nonna; padrino
MANNOI
  E MANNAI / NONNU
85Lessicoguardare;
  vedere; sorvegliare
CARDIARE-BARDIARE-ARDIARE
  alterna con CASTIARE / 
  BIERE-BIEDE  / ISTARE A
  S'APPOMPIU (SORVEGLIARE) 
86Lessico medicoepilessia;
  secchio del pozzo
MALE
  CADUCU / CARTZIDA DE SU PUTZU  MEGLIO
  PUALE DE SU PUTZU 
87Lessico medicoavere
  coraggio; fiele
TENET
  CORAGIU / TENET BALENTIA / CORAGIUDU / 
  FELE 
88Toponomastica  
89grafematicanel
  tuo paese dite sempre <cun d-unu>, <in d-unu> o esistono anche le
  forme <cun unu>, <in unu>?
SEMPET
  IN D UNU E CUN D UNU 
90terminologiail
  contenuto
SU
  CHI DDU AT AINTRO
91lessicoburroBURRO
92grafematicala
  scuola; vado a scuola
S'ISCOLA
  / BANNO A ISCOLA
93lessicocaciocavallo
  (altrove detto casizolu)
CASIGIOLU
94Toponomastica  
95Lessico medicoil
  diabete
SA
  DIABETE 
96lessiconel
  tuo paese, cosa vuol dire chedda/cedda?
CHEDDA
  : GRUPPO DI PERSONE / UNA CHEDDA DE GENTE
97lessicocanestroCHERRIGU 
98lessicol'estate;
  estivo (aggettivo)
ISTADE
  / DE S'ISTADE 
99Lessico medicoparti
  dell'unghia: lunula; epinichio; iponichio
BICULOS
  DE S' UNGA / PE' DE S'UNGA / PEDDE DE S'UNGA 
100lessico 

circondare;
  restituire; rientrare a casa

INGHIRIARE
  / TORRARE / FURRIARE A DOMO - ARECUIRE A DOMO/

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