Spasulè o Ispasulè
Noterelle sotriche
Per quanto riguarda l'antica contrada di Spasulè la famiglia Cadeddu abbandonando
il centro omonimo trovò rifugio nel vicino paese di Atzara, mentre ilparroco con altre famiglie, i Flore e i Demurtas, si recarono a Tonara ad accrescere la frazione di Arasulè.
Due pianete e un piviale di Spasulè si conservano ancora nella
parrocchia di Tonara; attualmente nella chiesa di San Giacomo di Spasulè non
funziona il clero di Tonara ma quello di Sorgono: questo avviene dal ben
lontano 1907.
I Tonaresi preferirono, dopo un secolo e più che si recarono ad
Espasulè ad officiare la messa e ad onorare la festa del Santo, per le
interferenze, le angherie e soprusi subiti per colpa dei paesi vicini di
Sorgono Samugheo e Atzara, ricostruire una cappella in onore del Santo Giacomo patrono di Spasulè sulla propria montagna in località Ghenna Dratzone a 1000 mt. d'altitudine e festeggiare il Santo nel cuore della montagna.
Ad ogni modo è certo che gli abitanti di Spasulè, abbandonato il loro paese
d'origine, si trasferirono a Tonara e riconobbero come loro parroco quello di
quest'ultimo centro: con esso anche la giurisdizione canonica assegnatagli
sulla chiesa di San Giacomo. Le fonti da me lette, come quelle riportate dal
Casalis narrano del fatto che gli abitanti delle contrade vicine, ossia
"quei di Samugheo, di Sorgono, di Atzara, quando videro deserto Spasulè,
invasero quel territorio e sel divisero, togliendosi ciascuno la parte che
meglio gli accomodava.
I tonaresi sentendosi inferiori contro i tre popoli collegati, si astennero dalla violenza, che sarebbe tornata inutile, anzi dannosa, e tentarono le vie legali per rivendicare i loro diritti. La lite, come si dee supporre, per la conosciuta
natura degli avvocati, fu tratta in lungo, poi quando la causa pareva matura,
allora, non si sa nè come né perchè, si cessò dalle istanze. Sospettosi che i
tre paesi persuasi di essere obbligati a rimettere ai tonaresi le terre di
Spasulè, abbiano corrotto quelli che nel paese avevano maggior influenza."
E tale "sospetto" espresso dal Casalis è ormai una realtà; infatti la maggior
parte del terreni di Spasulè furono ceduti in conduzione agli abitanti dei
paesi suddetti, "ma la locazione temporanea degenerò in proprietà abusiva,
confermata dal silenzio e dalla acquiescenza di alcuni capi tonaresi.
Tradizionale tonarese
A duru duru ne a Duru duru
A Monte Mannu appes seguru
A Monte Mannu 'e Ispasulè
Caddu biancu ti giet su re'
Caddu biancu e caddu nieddu
A duru duru ne a Duruseddu.
Massimiliano Rosa
Estratto dalla Tesi di laurea:
STORIA DELLA
CONFRATERNITA RELIGIOSA DELLA SANTA CROCE IN UN VILLAGGIO
DELLA SARDEGNA CENTRALE-TONARA-
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