Antica patrona di Tonara Sant'Anastasia,
Santa Nostasia
Di lei parlavano le fonti storiche.....le
quali narravano: "eravi sino al 1820 un'altra chiesa filiale detta di Santa Anastasia, la quale fu poi profanata e distrutta perché era mancata la sua dote" . Così
ne parlano l'Angius e il Casalis nel dizionario "la Sardegna paese per paese",
raccontando di Tonara e della sua storia.
ed inoltre
Eppure il Bonu, il quale fu parroco di Tonara, canonico, storico e studioso delle cose tonaresi, sembra abbastanza certo quando scrive che "alla fine del 1300 o al principio del 1400 i tonaresi costruirono la chiesa di Santa Anastasia con tre archi gotici e
relative arcate a crociera pure gotica, dalla cui intersezione pendevano grossi
pomi di pietra, ricordati ancora dal popolo con il nome di "is campaneddas".
Is campaneddas pare che esse servissero a chiudere la volta a crociera gotica della chiesa, come delle chiavi architettoniche.
Non è improbabile che un nuovo edificio,
più ampio e più solido, sia stato costruito sulle fondamenta del vecchio
tempio, ma questo il Bonu non lo dice.
Alla chiesa sicuramente appartenne una stele di trachite con stemma e scritte che risultano posteriori al periodo indicato dal Bonu...oggi andata misteriosamente smarrita.
Tale documento archeologico rinvenuto negli scavi attorno alla chiesa, "recante scolpita l'effige dei pali della Corona d'Aragona fu studiato e fotografato dal famoso archeologo Taramelli e ripreso dalla studiosa Olivetta Schena: riportava la data 1467, corrispondente forse alla data di scalpellinatura o a quella di un intervento di restauro della chiesa.
Furono incise sulla pietra altre iscrizioni latine ai bordi, di difficile interpretazione: riportava le iscrizioni latine "Mor bata Sau me fecit" oppure "Ma s tru Batista Sau me fecit" ossia letteralmente.....il mastro Battista Sau mi fece, e altre diciture non codificate dagli studiosi.
La chiesa dedicata alla Santa Anastasia fu abbandonata definitivamente
nel 1823, crollò parzialmente nel 1832, dopo un violentissimo temporale e fu chiusa definitivamente al culto dopo la morte del rettore Medde.
Della chiesa oggi resiste la costruzione in parte di alcuni muri perimetrali, essendo stata costruita in pietra resistente con un impasto di malta di calce e sabbia: sono rimasti in piedi i ruderi delle pareti laterali a sud e a sud ovest.
Le fonti scritte dell'archivio parrocchiale confermano la sua destinazione a parrocchiale del centro barbaricino : dovette essere chiesa importante, visto che conteneva al suo interno, probabilmente collocato su una pala di legno dell'altare maggiore un prezioso retablo cinquecentesco attribuito al maestro di Stampace, della rinomata bottega dei Cavaro di Cagliari, commissionato dal clero tonarese e dalla sua comunità, purtroppo tristemente andato distrutto e le cui fattezze oggi sono sopravvissute grazie ad un importante operazione di recupero, con la quale l'amministrazione comunale ha voluto riappropriarsi delle uniche tre tavole superstiti, dipinte su legno di castagno, raffiguranti una il Giudizio Universale, una l'Arcangelo Michele che uccide il drago e la Crocifissione, custoditi in mostra permanente presso la sala consiliare comunale.
Il rudere della chiesa di Santa Nostasia, andò sempre più in rovina, spoliato dei suoi materiali, lentamente, necessariamente, per provvedere all'allargamento e ai rimaneggiamenti più volte effettuati nella nuova parrocchia di San Gabriele Arcangelo (e non solo a quelli) agli inizi del 1900: come una sentinella ha sorvegliato silenzioso la vallata di Tonara per tutti i secoli del suo abbandono.
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