MARTÌ: FORREDDOS DE JANAS

26.10.2015 15:24

MARTÌ

La tomba ipogeica di Martì, chiamata
"Forreddos de Gianas", si apre scavata artificialmente in un
conglomerato quarzoso e mostra nell'atrio più fossette pavimentali per offerte
votive. Essa venne riutilizzata in epoca romana per nuove sepolture come
attestano le stoviglie rinvenute in scavi successivi. Si tratta in pratica di
tre camere ipogeiche scavate nell'arenaria quarzosa e risalenti alla cultura di
San Michele. Sparse nella pineta circostantesi trovano dei monoliti, uno dei
quali conosciuto come S'Abbasantera, che probabilmente avevano un utilizzo
rituale. Su Forreddu 'e Janas di Tonara si presenta, ricoperto di muschi e
licheni, ha una forma che fa pensare a un cerchio irregolare con una
circonferenza di quasi 15 metri. Praticamente consta di due aperture ma
l'ingresso vero e proprio potrebbe essere quello a Sud-Ovest; infatti
l'apertura a Nord-Est, piuttosto irregolare, sembra dovuta a crolli naturali o
a lavori successivamente eseguiti. Dall'ingresso principale, si arriva,
attraverso una piccola apertura quadrata, al primo vano, preceduto da un atrio.
Il primo vano è il più vasto e sta al centro della domu. È più o meno di forma
circolare con una circonferenza di quasi sei metri l'altezza di 0,85 metri e la
larghezza di quasi 2 metri. Dal primo vano si accede agli altri due; uno a
destra con un piccolo gradino e uno di fronte. Il primo di questi due vani è
più o meno di forma rettangolare mentre l'altro è invece, di forma
quadrangolare. La grotticella venne riportata alla luce da Antonio Taramelli
tra il 1911 e il 1917. Nel pavimento dell'ingresso, è parzialmente visibile un
incavo circolare, utilizzato forse per compiere sacrifici e offerte funerarie.
L'incavo ha una circonferenza di 50 cm circa e una profondità di 4,5 cm. A
Tonara le domus de janas sono, come detto, conosciute col termine di forreddos,
poiché hanno un ingresso che ricorda l'apertura dell'antico forno, utilizzato
per la cottura del pane. Il termine domus de janas significa, "casa delle
streghe". Le Domus sono sempre interamente scavate nella roccia e, ancora oggi,
si possono riconoscere da piccoli ingressi semicircolari, che spesso si
osservano in luoghi rocciosi dell'isola. Inizialmente venivano scavate con
arnesi di pietra e solo in un secondo momento si utilizzarono i metalli. In
tutti i paesi, compreso Tonara, in cui esistono le domus de janas, sono fiorite
molte leggende legate ai mitici esseri, le janas, che secondo la credenza
popolare abitavano i' Forreddos. Il nome janas deriva forse da Diana, ed è
perciò di epoca classica, ma ci sono anche riferimenti di cultura cristiana. Il
racconto di queste creature è nato dalla fantasia popolare. La leggenda narra
che le janas tessevano su telai d'oro, cantavano, e vi morivano tramutate in
pietra. Le janas erano descritte come esseri dall'animo gentile, ma talvolta si
immaginava avessero l'aspetto di streghe. Infatti La fantasia popolare le
riteneva, a seconda dei casi, majargias, ossia fattucchiere; oppure le si
immaginava simili ai folletti, a volte buone, altre volte dispettose.

A Tonara, si immaginavano le janas come
donne molto minute che abitavano nei forreddos.

Si racconta che, se qualcuno riusciva a
vedere e a pettinare una jana, dai capelli di questa creatura cadevano,
magicamente, monete d'oro. Questa strana credenza è molto diffusa anche in
altri paesi. A Tonara secondo la credenza popolare nella località "Tracullau",
si troverebbero ancora dei tesori nascosti (Ischisorgios) custoditi dalle
Janas.

Massimiliano  Rosa


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